Porta Clausa si trova oggi all’interno dell’area del Provveditorato alle Opere Pubbliche ed è osservabile da via della Sforzesca. Si tratta di una delle porte meno conosciute del circuito, formata da un fornice aperto in un prospetto in blocchi di travertino riutilizzati, sovrastato dalla camera di manovra per il sollevamento della saracinesca un tempo dotata di sei finestre, successivamente tamponate. La tecnica costruttiva permette di attribuire i resti oggi visibili all’epoca di Onorio. È probabile che la porta non abbia mai avuto torri laterali. In questo punto doveva passare una via secondaria, che dalla porta Viminale, aperta nelle più antiche fortificazioni cittadine di età repubblicana, raggiungeva la via Tiburtina dopo aver fiancheggiato il lato meridionale dell’accampamento dei pretoriani. Gli scavi dell’Ottocento hanno mostrato che il lastricato della strada antica è ancora conservato sotto il terreno attuale.
Il nome Clausa, cioè chiusa, usato da secoli, indica che nella memoria popolare la porta è stata sempre percepita come impraticabile; la tecnica muraria a tufelli e mattoni alternati consente di attribuire la ristrutturazione interna al pieno Medioevo, e la sua tamponatura definitiva entro il XVI secolo. Nella cartografia storica la porta ricorre anche con altri nomi, quali Querquetulana (“del querceto”), e inter Aggeres, ovvero “tra i bastioni”. Quest’ultima definizione deriva dall’ipotesi secondo la quale la strada in uscita dalla porta corresse tra il Castro Pretorio e un recinto fortificato per gli animali destinati alle cacce e ai combattimenti dei gladiatori, prima di perdersi tra ville e campi.
Dal punto di osservazione di via della Sforzesca, la porta è preceduta da un muro rettilineo ricostruito nel Seicento e firmato con gli stemmi dei papi Gregorio XV e Urbano VIII; nel periodo di regno di quest’ultimo, lo Stato Pontificio era impegnato nella guerra di Castro contro i Farnese; per questa ragione le difese della città furono rafforzate con restauri in vari punti del circuito, come in questo caso, e con la costruzione delle Mura del Gianicolo. Questi interventi si caratterizzano per un largo uso di materiale di reimpiego.




1. A. JEMOLO, Porta Clausa, prospetto esterno, 2017
2. Porta Clausa, prospetto esterno, 1930-1940
3. C.B. SIMELLI, Tratto di Mura del Castro Pretorio con in fondo Porta Clausa, 1864-1866
4. B. VAN OVERBEEK, Veduta della cosiddetta Porta Chiusa, 1708