Il progetto di porta Pia fu affidato a Michelangelo Buonarroti (1475-1564), che realizzò solo il prospetto interno. I lavori, iniziati nel 1560, si interruppero nel 1565, lasciando incompleto il fastigio.
L’aspetto attuale del monumento si deve a Pio IX (1846-1878) che, a seguito della caduta di un fulmine nel 1851, affidò al suo architetto di fiducia Virginio Vespignani (1808-1882) la ricostruzione della facciata michelangiolesca: furono ricostruite tutte le parti murarie, mantenendo la struttura originaria solo nelle ali di muro laterali.
Nel 1852 Silverio Capparoni (1831-1907) realizzò l’affresco della Madonna con Bambino, trasformato poi in mosaico nel 1936.
Tra il 1862 e il 1868 Vespignani realizzò anche il fronte esterno, ispirandosi alla tipologia dell’arco trionfale a un solo fornice con nicchie laterali, entro le quali vennero collocate le sculture di Sant’Agnese e Sant’Alessandro realizzate nel 1865 da Enrico Amadori (1836-1867), che eseguì anche l’Angelo Pontificale sulla mensola nella chiave dell’arco. Si definì così la struttura a doppia porta con cortile.
Le operazioni militari della presa di Roma del 20 settembre 1870 causarono gravi danni soprattutto alle decorazioni del fronte esterno, alle cortine di muro adiacenti e alla parte interna del fronte michelangiolesco. Le successive esigenze funzionali di viabilità determinarono l’apertura di fornici e il taglio dei due tratti adiacenti di Mura, isolando così completamente la porta, oggi sede del Museo Storico dei Bersaglieri.






1. Porta Pia, prospetto interno, mosaico Madonna con Bambino, 1936
2. Porta Pia, prospetto interno, reggistemma, particolare degli angeli
3. Porta Pia, prospetto esterno
4. Porta Pia, prospetto interno, particolare del portale con timpano e coronamento
5. Porta Pia, prospetto esterno
6. Porta Pia, prospetto interno